LE PROCEDURE TECNICO-AMMINISTRATIVE

L’IMPORTANZA DELLA COMUNICAZIONE
Febbraio 1, 2019

LE PROCEDURE TECNICO-AMMINISTRATIVE

CIL – CILA – SCIA – SCIA ALTERNATIVA AL PERMESSO DI COSTRUIRE, PERMESSO DI COSTRUIRE, SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI AGIBILITA’

Ormai da qualche anno ci troviamo di fronte alle sigle sopra riportate,che rappresentano procedure da adottare, a seconda dei casi, per risolvere problematiche di natura urbanistica; molte volte, anche per gli addetti ai lavori, ci si trova nel dilemma di dover scegliere la soluzione più opportuna e adatta e non sempre le amministrazioni pubbliche con le quali ci si rapporta la pensano in maniera univoca. Cercherò dunque in breve di fare chiarezza sulle sostanziali differenze tra di esse. Il mondo Urbanistico è ormai profondamente cambiato, nell’intento di snellire le pratiche burocratiche a beneficio degli attori principali, ossia il Tecnico progettista ed il Committente. Prima di entrare nel merito partirò da un concetto base, ad eccezione del Permesso di Costruire, le altre procedure non sono a carattere autorizzativo, non dipendono cioè dal diretto e necessario intervento di un tecnico istruttore della pubblica amministrazione che redige un determina, seguono però nei dettami e contenuti, tutte, le prescrizioni del D.p.r. 380/01.

Nello specifico, la CIL e la CILA, rappresentano delle comunicazioni di inizio lavori immediatamente eseguibili, che permettono in sostanza l’immediato inizio lavori, la prima si riferisce a opere di natura esterna al fabbricato, come ad esempio pavimentazioni nelle corti afferenti,installazioni a carattere temporaneo no superiori a 90 giorni e può essere redatta anche dal cittadino senza l’ausilio di un tecnico; la Cila invece necessita di un tecnico iscritto ad un albo professionale che Assevera la comunicazione, si rivolge ad opere di natura interna, quali ad esempio lo spostamento di tramezzature, aumento o diminuzione del numero di unità immobiliari, opere comunque che non compromettano la stabilità dell’immobile. La Scia è normata dall’Art. 22 comma 1 del Testo unico dell’edilizia,il Dpr 380/01; si riferisce ad opere anche sui prospetti dell’edificio, quali ad esempio lo spostamento delle finestre ed è immediatamente eseguibile dalla data di presentazione. La Scia alternativa al permesso di costruire, detta anche Super Scia, sostituisce in sostanza la vecchia Dia, ed è regolata ai sensi dell’Art. 23 comma 1 del Tue del Dpr 380/01 lettere A, B, C, ossia Ristrutturazione edilizia ”pesante”, ristrutturazione urbanistica, nuova costruzione ma in diretta esecuzione di strumenti urbanistici che delineino tipologie ben definite in termini di forma e volume, inoltre questo tipo di Scia presuppone che i lavori inizino soltanto dopo il trentesimo giorno dalla segnalazione ed in assenza di richiesta di ulteriori documenti o provvedimenti di diniego dell’ente ricevente.

Il Permesso di costruire, regolato dall’Art. 10 del Dpr 380/01, ha sostituito la vecchia Concessione edilizia e prima ancora la più longeva Licenza edilizia, si tratta in sostanza del rilascio del titolo abilitativo da parte dei Comuni preposti al suo rilascio, ossia di quel documento che consente a persona fisica o giuridica di poter materialmente realizzare un manufatto edilizio, sia esso di natura residenziale, commerciale, artigianale o industriale, si configura come un titolo atto alla realizzazione di opere che non rientrano tra quelle possibili mediante le comunicazioni e segnalazioni fin qui trattate e fondamentalmente per la costruzione di nuovi manufatti edilizi, per la trasformazione di essi nel senso di un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente, nei cambi di destinazione d’uso. Infine la Segnalazione certificata di agibilità stravolge il principio di status agibile di un immobile, infatti prima di essa, esisteva la cosidetta Abitabilità, gli enti pubblici erano preposti al rilascio della stessa attraverso una procedura che prevedeva una istanza corredata da appositi documenti, era così dunque verificata e stabilito che un edificio era agibile, salubre. Con l’avvento invece della nuova procedura, regolata dal Dlgs 22/2016, sono il proprietario dell’immobile ed il tecnico incaricato ad attestare mediante appunto apposita segnalazione, che l’immobile sia conforme al progetto urbanistico, sia salubre ed in regola dal punto di vista statico, catastale, rispetto allo smaltimento delle acque nere e meteoriche ed impiantistico.




tags/key:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *