MEDIAZIONE TIPICA ED ATIPICA – NUOVI SVILUPPI PER UNA PROFESSIONE IN CONTINUA EVOLUZIONE

IL CREW RESOURCE MANAGEMENT
Febbraio 1, 2019

MEDIAZIONE TIPICA ED ATIPICA – NUOVI SVILUPPI PER UNA PROFESSIONE IN CONTINUA EVOLUZIONE

Il presente contributo mira a sottolineare l’evoluzione normativa ed i nuovi orientamenti giuresprudenziali che ruotano attorno ad una delle professioni più redditizie e più belle del panorama lavorativo moderno. Il Mediatore, descritto dall’articolo 1754 c.c. come “colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza”, è oggi una delle figure dotata di maggiore propensione al risultato ed alla fatturazione. L’attività di mediazione è stata, fino a poco tempo fa, individuata e classificata dagli studiosi come “Tipica” fondata, cioè, su un mediatore che ponga in essere un’attività giuridica in senso stretto di messa in relazione tra due o più parti, idonea a favorire la conclusione di un affare. Alla “c.d. Mediazione Tipica” è stata, da alcuni auotori, attribuita una natura “non contrattuale” basata sul fatto che gli artt. 1754 e 1755 c.c. da un lato, non parlano del contratto di mediazione ma della figura del mediatore e, dall’altro, ancorano il diritto alla provvigione al fatto della conclusione dell’affare e non al dato dell’eventuale stipulazione di un contratto.

La mediazione immobiliare atipica...

Dall’altro lato, altri autori hanno sostenuto la natura “contrattuale” della mediazione poiché la collocazione sistematica della mediazione nel c.c. non potrebbe che far propendere per la sua natura contrattuale confermata dalle disposizioni normative che prevedono l’uso di moduli e formulari. L’innovazione della disciplina è avvenuta nel corso degli ultimi anni ad opera Corte di Cassazione che ha introdotto il concetto della “c.d. Mediazione Atipica”. In tal senso la Suprema Corte ha affermato che: «La mediazione immobiliare atipica ricorre quando il mandante attribuisce al mediatore non il generico compito di vendere, ma quello più specifico di ricercare il potenziale acquirente a condizioni preliminarmente individuate. Per la conclusione del contratto di compravendita immobiliare non rileva tanto il ruolo attribuibile al mediatore, quanto l’evoluzione negoziale che si svolge tra le parti» (CASS. SEZ II, 27/02/2014 N. 4745).

... importanza dell’opera prestata dal Mediatore ...

Quanto appena riportato rappresenta un cambio epocale per tutte le categorie e sottolinea come l’attività del mediatore produca i suoi effetti fin dall’inizio della trattativa poiché è grazie al suo intervento che si avvia la catena di eventi che termina nella conclusione dell’atto notarile di trasferimento. In tal senso è opportuno sottolineare come quanto affermato dalla Cassazione abbia avuto effetti anche in merito al pagamento della provvigione, ed in particolare affermando che: «[…] il diritto alla provvigione sorge tutte le volte in cui la conclusione dell’affare sia in rapporto causale con l’attività intermediatrice […] essendo sufficiente, che il mediatore – pur in assenza di un suo intervento in tutte le fasi della trattativa ed anche in presenza di un processo di formazione della volontà delle parti complesso ed articolato nel tempo – abbia messo in relazione le stesse, sì da realizzare l’antecedente indispensabile per pervenire alla conclusione del contratto, secondo i principi della causalità adeguata» (CASS. SEZ II 06/12/2016 N. 24950). Alla stregua di quanto sancito dalla Suprema Corte è utile, per ciascun operatore della categoria, apprendere l’importanza dell’opera prestata dal Mediatore e dal nesso di causalità che la sua attività crea per giungere alla conclusione dell’affare ed al conseguente pagamento della provvigione.

Avv. Davide Nolè



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